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Nota di Daniele Zoffoli sul risultato del referendum

13 giugno 2011

Pubblicato in: Comunicati

Il risultato del referendum non è una vittoria di cui appropriarsi, ma rappresenta un segnale netto ed inequivocabile per la politica del paese. “Per noi che lo abbiamo sostenuto c’è l’indicazione sui temi che andranno messi al centro del programma del futuro, e non lontano, nuovo governo del paese. Al centro destra e al premier Silvio Berlusconi in particolare, il secondo cartellino giallo: sempre più distanti dai temi, dalle opinioni e dalle priorità degli italiani”. E’ questo il commento del segretario territoriale del Partito Democratico Daniele Zoffoli ai primi dati sul raggiungimento del quorum e sul risultato dei quattro referendum.

Da Zoffoli la valutazione sintetica anche sul merito dei quattro quesiti e sulle conseguenze delle indicazioni scaturite dai referendum: a partire dalla revoca del legittimo impedimento che riporta la giustizia al concetto basilare  che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Poi il nucleare il cui no comporta “la priorità di una politica energetica che punti alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico. Sull’acqua –per Zoffoli – un’indicazione più articolata: sicuramente servirà una nuova legge che mantenendo il principio del bene pubblico consenta e sostenga i privati che nel settore vogliono e devono investire”

Dal clamoroso e positivo risultato dei referendum scaturisce anche un segnale preciso sul tema – centrale – della comunicazione e in particolare di quella televisiva. “Proprio oggi il CdA Rai sta buttando al vento, approvando nuovi palinsesti che escludono programmi come Vieni via con me, un patrimonio prima di tutto culturale andando contro il chiaro orientamento degli ascoltatori. La stessa Rai che attraverso errori dei suoi Tg 1 e 2 ha cercato di sviare almeno una parte degli elettori citando per il voto date sbagliate”. Ma il risultato della partecipazione al referendum va ben oltre facendo capire che ormai la rete e Internet in particolare hanno una forza democratica prorompente. E “soprattutto –ha concluso il segretario del Pd cesenate Daniele Zoffoli – per lanciare i messaggi attraverso i mille rivoli virtuali della rete quello che conta è il contenuto. E i temi dei referendum erano assolutamente vicini alle tante sensibilità degli italiani”.



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dichiarazioni |  risultato |  referendum | 

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Commenti: 4
Come finanziare il servizio idrico pubblico
Segnalo ai membri del PD i video del Convegno tenutosi a Roma sul tema: Come finanziare il servzio idrico integrato in modo da garantire gestioni pubbliche ad opera di enti di diritto pubblico, NON a rilevanza economica, senza scopo di lucro.

http://www.youtube.com/watch?v=1xLGgNkYRdY&feature=BFa&list=PLECCEA1D4A79C86AD&index=5

In particolare segnalo il video n°5 che verte sull'assunzione di teorie economiche pubbliche di definanziarizzazione, Le proposte sono fattibili e autorevoli.
Il minimo che il PD dovrebbe fare è di fermare i lavori e studiare più attentamente la questione per giungere ad una proposta diversa da quella pubblicamente dichiarata, proposta che si discosta decisamente dallo spirito referendario.



Scritto da Paola Ghini in data 15 luglio 2011 alle 13:12
Acqua e proposte (errata corridge alla terza riga)
Acqua e proposte
Il Segretario territoriale del PD, Daniele Zoffoli i sbilancia un po' troppo quando afferma che il PD ha sostenuto il referendum. Il decreto ROnchi parte in finanziaria 2008 e viene convertita in legge nel 2009 (errata corridge). Dunque un percorso di 3 anni durante i quali pochi consiglieri a titolo personale e senza l'appoggio del PD raccolsero le firme insieme ai comitati locali per ottenere lo svolgimento del referendum.
L'adesione del PD locale arrivò con la sua adesione ai comitati referndari a un mese e meno dal voto. Altre forze politiche erano all'opera già da 3 anni.

Se il PD vuole davvero recuperare il tempo perduto deve accogliere la proposta di legge popolare depositata in Parlamento dai comitati più di 3 anni fa, con la firma di 700.000 cittadini. E' una proposta di legge complessiva e completa che si discosta assai dalla proposta di legge del PD.
Esistono beni comuni per i quali vi è l'obbligo morale di recuperare fondi, in quanto, essendo vitali, in caso di azionariato privato misto pubblico o solo privato, lasciano in ostaggio un'arma di ricatto e di condizionamento troppo importante nelle mani dei colossi internazionali.
Sbaglia profondamente e colpevolmente colui che, con il pretesto di un presunto realismo (non documentato però mai scientificamente) diffonde l'idea che per pragmatismo sia necessario consegnare l'acqua a chi sa fare quel mestiere e a chi avrà i soldi per le migliorie. 2 idee mistificatrici.
Le professionalità vanno preparate anche tra i dirigenti pubblici e anzi è sbagliatissimo rinunciare al saper fare ad opera delle amministrazioni pubbliche, perchè in tal modo si consegna irreversibilmente a interessi di parte un bene sul quale si gioca l'autonomia decisionale di un territorio.
E' anche mistificazione affermare che solo i privati hanno denaro da spendere e reperire per le migliorie. Intanto i dati PSIRU parlano chiaro: i gestori privati anche misti, investono meno nelle migliorie, pur avendo accesso a fondi e credito in modo più veloce. I gestori misti privati fanno pesare i costi e le coperture di bilanci in rosso sui soci pubblici, mentre intascano i guadagni (socializzo i costi e mi approprio dei guadagni). Quindi la storia dei ricorsi insegna che anche nella gestione mista pubblico privato i costi ricadono sugli enti pubblici presto o tardi.
Se poi alcune variazioni devono essere fatte nell'accesso di fondi anche da parte del settore pubblico che si facciano, magari ritornando a quella sana produzione autonoma di denaro pubblico (conio) ad opera di banche nazionali che tornino private, e che non strozzino con gli interessi le comunità locali, come capita ora con l'Euro. La difficoltà di reperire fondi pubblici, infatti, dal 2001, con l'adozione di una moneta che non è proprietà degli stati, ma è proprietà di una banca privata (BCE) è che per ottenere moneta da spendere per i servizi pubblici, siamo costretti ad indebitarci con la BCE (composta da un'insieme di investitori finanziari privati) e a ripagarla consegnando agli investitori, i beni comuni, come l'acqua, la sanità, la scuola, le spiagge.

E' necessaria un'inversione di tendenza e l'uscita immediata dall'Eurogruppo, tramite conferenza tra gli stati membro, con l'istituzione di una banca centrale europea pubblica, e un Trattato di funzionamento dell'Unione Europea che renda autonomi i suoi organismi dagli investitori privati.
Cosa fanno i nostri europarlamentari di sinistra su questi temi?


Scritto da Paola Ghini in data 24 giugno 2011 alle 8:23
Acqua e proposte
Il Segretario territoriale del PD, Daniele Zoffoli i sbilancia un po' troppo quando afferma che il PD ha sostenuto il referendum. Il decreto ROnchi parte in finanziaria 2008 e viene convertita in legge nel 2011. Dunque un percorso di 3 anni durante i quali pochi consiglieri a titolo personale e senza l'appoggio del PD raccolsero le firme insieme ai comitati locali per ottenere lo svolgimento del referendum.
L'adesione del PD locale arrivò con la sua adesione ai comitati referndari a un mese e meno dal voto. Altre forze politiche erano all'opera già da 3 anni.

Se il PD vuole davvero recuperare il tempo perduto deve accogliere la proposta di legge popolare depositata in Parlamento dai comitati più di 3 anni fa, con la firma di 700.000 cittadini. E' una proposta di legge complessiva e completa che si discosta assai dalla proposta di legge del PD.
Esistono beni comuni per i quali vi è l'obbligo morale di recuperare fondi, in quanto, essendo vitali, in caso di azionariato privato misto pubblico o solo privato, lasciano in ostaggio un'arma di ricatto e di condizionamento troppo importante nelle mani dei colossi internazionali.
Sbaglia profondamente e colpevolmente colui che, con il pretesto di un presunto realismo (non documentato però mai scientificamente) diffonde l'idea che per pragmatismo sia necessario consegnare l'acqua a chi sa fare quel mestiere e a chi avrà i soldi per le migliorie. 2 idee mistificatrici.
Le professionalità vanno preparate anche tra i dirigenti pubblici e anzi è sbagliatissimo rinunciare al saper fare ad opera delle amministrazioni pubbliche, perchè in tal modo si consegna irreversibilmente a interessi di parte un bene sul quale si gioca l'autonomia decisionale di un territorio.
E' anche mistificazione affermare che solo i privati hanno denaro da spendere e reperire per le migliorie. Intanto i dati PSIRU parlano chiaro: i gestori privati anche misti, investono meno nelle migliorie, pur avendo accesso a fondi e credito in modo più veloce. I gestori misti privati fanno pesare i costi e le coperture di bilanci in rosso sui soci pubblici, mentre intascano i guadagni (socializzo i costi e mi approprio dei guadagni). Quindi la storia dei ricorsi insegna che anche nella gestione mista pubblico privato i costi ricadono sugli enti pubblici presto o tardi.
Se poi alcune variazioni devono essere fatte nell'accesso di fondi anche da parte del settore pubblico che si facciano, magari ritornando a quella sana produzione autonoma di denaro pubblico (conio) ad opera di banche nazionali che tornino private, e che non strozzino con gli interessi le comunità locali, come capita ora con l'Euro. La difficoltà di reperire fondi pubblici, infatti, dal 2001, con l'adozione di una moneta che non è proprietà degli stati, ma è proprietà di una banca privata (BCE) è che per ottenere moneta da spendere per i servizi pubblici, siamo costretti ad indebitarci con la BCE (composta da un'insieme di investitori finanziari privati) e a ripagarla consegnando agli investitori, i beni comuni, come l'acqua, la sanità, la scuola, le spiagge.

E' necessaria un'inversione di tendenza e l'uscita immediata dall'Eurogruppo.

Scritto da Paola Ghini in data 24 giugno 2011 alle 8:17
contento ma titubante
Sono Contento del risultato referendario, ma noto di piu perchè oggi sui quotidiano i notri governanti e politici, non con poca contradizine, che molti partiti anno deciso che la Battaglia referendaria fosse una battaglia importante, che i SI hai referendum fossero un elemento sostanziale, oggi dico a quei partiti che però, quello che sta dietro ad un percorso dei Movimeti e Comitati è Molto di PIU' di questo, sopratutto c'è una richiesta sostanziale di inversione di marcia, sulle privatizazzioni e beni comuni, quindi chi si è schiarato per il SI adesso deve sapere, anche nelle proprie Regioni e comuni gli amministratori, che la rotta va invertita.
Adamo Moscatelli

Scritto da ADAMO in data 14 giugno 2011 alle 10:00



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