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Risposta del segretario comunale del PD Lattuca alle dichiarazioni della sen. Bianconi sul referendum

17 giugno 2011

Pubblicato in: Comunicati

Coerenza vorrebbe che il Pdl riflettesse bene sul risultato del referendum. La maggioranza assoluta degli italiani e quasi il 70% dei cesenati hanno bocciato l'azione del Governo sostenuto dalla senatrice Bianconi e abrogato leggi votate dal centrodestra.
E' troppo facile pensare di risolvere l'analisi del fallimento del centrodestra rinviando la palla dalla parte opposta. Sarebbe invece un segno di maturità politica ammettere di fronte ai cesenati il divorzio avvenuto tra Governo e Paese reale. 

Le dichiarazioni pre-elettorali della senatrice Bianconi, che bollavano i quesiti dei referendum come "strumentali", "ideologici", e invitavano a "non stupirsi se i cittadini dimostrano sempre più la loro disaffezione verso i referendum", denotano una così forte distanza dal sentire dei cittadini da giustificare una dimissione di massa dell'intera classe dirigente del centrodestra. La sconfitta è per definizione orfana. Sarebbe un bel gesto d'amore adottarla.

Quanto al nostro partito, il PD è stato lealmente al fianco dei promotori del referendum negli ultimi mesi.  A testimonianza di come sappiamo metterci al servizio degli altri, non pensando che debbano fare tutto i partiti. 
I quesiti sull'acqua hanno bocciato il piano di privatizzazione forzata del servizio idrico e la svendita obbligata delle azioni, detenute dai comuni, di s.p.a. come Hera. 
Dopo i referendum rimane, per i comuni, la possibilità di scegliere se gestire il servizio autonomamente o se affidare il servizio all'esterno attraverso una gara. Da questa possibilità di scelta reversibile tra sistemi di gestione, che il decreto Ronchi  di fatto negava, può nascere una concorrenza virtuosa. Saranno i consigli comunali a decidere. 

Il PD vuole che la gestione del servizio sia in cura ad un'azienda pubblica, sia essa a capitale interamente o in larga parte pubblico. Il PDL cosa propone? L'affidamento ai privati? La legge lo permette ancora. Sarà una buona occasione per dimostrare la propria coerenza.



Enzo Lattuca
Segretario Comunale PD Cesena


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dichiarazioni | 

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Commenti: 4
Come finanziare il servizio idrico integrato pubblico
Segnalo ai membri del PD i video del Convegno tenutosi a Roma sul tema: "Come finanziare il servzio idrico integrato" con cui si promuovono soluzioni a cura del Movimento Italiano per l'acqua, in modo da garantire la sostenibilità di gestioni pubbliche ad opera di enti di diritto pubblico, NON a rilevanza economica, senza scopo di lucro.

http://www.youtube.com/watch?v=1xLGgNkYRdY&feature=BFa&list=PLECCEA1D4A79C86AD&index=5

In particolare segnalo il video n°5 che verte sull'assunzione di teorie economiche pubbliche di definanziarizzazione, Le proposte sono fattibili e autorevoli.
Il minimo che il PD di Cesena dovrebbe fare è di fermare i lavori e studiare più attentamente la questione per giungere ad una proposta nazionale diversa da quella pubblicamente dichiarata, proposta che si discosta decisamente dallo spirito referendario.


Scritto da Paola Ghini in data 15 luglio 2011 alle 13:17
Chiarimenti sul mio comunicato
Provo a chiarire, prendendo spunto dagli interrogativi sollevati da Paola, l'intento del comunicato stampa che ho firmato in risposta alle dichiarazioni della senatrice Bianconi.

Romagna acque Spa non essendo gestore del servizio idrico (ma proprietario delle fonti, diga di Ridracoli e pozzi) non sarebbe in ogni caso stata coinvolta dalla privatizzazione forzata prevista dal decreto Ronchi. Le norme abrogate dal primo quesito referendario avrebbero invece inciso sulle partecipazioni azionarie in Hera spa (della quale i comuni oggi detengono più del 50% delle azioni) portando a una vendita forzata delle partecipazioni pubbliche.
La proprietà pubblica delle fonti e delle reti (gli acquedotti per intenderci) non è mai stata in discussione (neanche con il decreto Ronchi). Ne quindi lo è lo status attuale di Romagna Acque, su questo voglio sin d'ora essere chiaro.
Con la mia dichiarazione prendevo atto delle possibilità di scelta che avranno i consigli comunali dopo l'abrogazione dell'obbligo di affidamento a gestore privato del servizio idrico.

La posizione del PD è che al privato (visto che il decreto Ronchi che lo imponeva non esiste più) non ci rivolgeremo mai.

Rimangono due scelte: affidarlo ad una impresa totalmente pubblica (s.p.a. o altra forma è indifferente e sono pronto ad argomentare il perché) o attraverso una gara ad una impresa pubblica (sempre così si definisce) ma a capitale misto pubblico-privato. Questa seconda ipotesi è quella attuale (Hera s.p.a) e non è stata esclusa dall'esito referendum.

Tuttavia ritengo che da oggi al 2013 (quando scadranno i contratti con Hera), ci sia tutto il tempo per valutare se la scelta migliore è continuare su questa strada o andare verso la gestione di un soggetto interamente pubblico (in questo caso Romagna Acque potrebbe essere il nuovo gestore).

Rimane invece per noi impercorribile politicamente la strada dell'affidamento ad un privato tout court (strada che è ancora percorribile dal punto di vista giuridico).

Sono a disposizione per rispondere a tutti i dubbi che vorrete sollevare.

Enzo Lattuca, segretario comunale PD Cesena


Scritto da Enzo Lattuca in data 22 giugno 2011 alle 10:04
Precisazioni acqua
A seguito di email del gentile signor Lattuca, pubblico queste precisazioni. Gentile Sig. Lattuca,
grazie della risposta e del tentativo di chiarimento.
Lei ha ben espresso le due ipotesi di lavoro che ha davanti. Sono ben consapevole della normativa vigente dopo il referendum e sono consapevole della diversa opzione proposta dalla Senatrice Bianconi, ovvero un mercato totalmente svincolato (liberalizzato).

Il mio commento non intende equiparare la proposta del PD a quella del PDL, ma confrontare la proposta del PD Cesena, con la proposta del Comitato promotore dei quesiti referendari. Sono ben consapevole del fatto che la normativa vigente dopo il referendum, a causa del non accoglimento di uno dei quesiti, non riesce ad escludere le Spa dalle possibilità di gestione.
Resta il fatto che la popolazione cesenate ha raccolto le firme ed espresso chiaramente l'orientamento di portare la gestione dell'acqua a gestioni dirette, tramite enti di diritto pubblico senza scopo di lucro, cioè portare il SII a servizio non di rilevanza economica.
La proposta del PD di Cesena si discosta quindi dall'intento della popolazione cesenate, in quanto non è affatto vero che una Spa sia equipollente ad un ente di diritto pubblico, in quanto lo scopo di lucro e la necessità di portare profitto ai soci determina scelte di gestione differenti. Le porto l'esempio della stessa Arianna Bocchini, del CDA di Romagna Acque, spa a capitale pubblico, la quale, in sede di Consiglio Comunale dell'anno scorso, definì le istanze del comune "un'interferenza rispetto agli obiettivi dei soci". Potete vedere il filmato relativo. Inoltre il fatto di non trasferire la gestione della SII ad ente di diritto privato, rende drammaticamente possibile che nei prossimi anni la SII possa subire nuovi attacchi normativi.
Infine, come risulta dal sito, il PD di Cesena fa la proposta di un gestore spa e NON ESCLUDE l'azionariato misto, senza tra l'altro esplicitare un tetto massimo e questa vaghezza è assai preoccupante. Creare un azionariato misto è a tutti gli effetti rivolgersi al privato, checchè lei dichiari nella sua email. Questa scelta consegna un bene vitale nelle mani dell'interesse di pochi (e potenti) in grado di prevaricare gli stessi Comuni e l'esempio di Arezzo ne è la prova.
In buona sostanza il PD non esclude affatto di mantenere le cose come sono ora, per di più senza mettere al sicuro la SII,ma affidandolo a un modello pubblico- privato che è stato osteggiato dai comitati promotori. I gestori dell'acqua devono essere pubblici e agire all'interno del diritto pubblico perchè questo garantisce per il futuro che l'acqua non possa diventare merce di ricatto e di scambio nè ostaggio per la consegna di un territorio.

Siamo ormai ben consapevoli che temporeggiare su questo tema significa consegnare i beni pubblici comuni alla mercè degli investitori privati internazionali. Se non ne è al corrente, le consiglio di leggere attentamente la "Decisione Consiglio Europeo 25 marzo 2011" dalla quale i nostri amministratori locali hanno il dovere di proteggerci.

Nella speranza rivedere le vostre posizioni, sul modello di quanto sta accadendo in questi giorni in alcune città italiane, auguro buon lavoro,

Paola Ghini


Scritto da Paola Ghini in data 22 giugno 2011 alle 0:54
Acqua bene non di rilevanza economica
Con il risultato referendario, oggi è stato cancellato l’obbligo di privatizzare Romagna Acque Spa e di privatizzare fino al 70% Hera, mentre i Comuni hanno strada libera per attivar gestioni dirette da enti di diritto pubblico, senza scopo di lucro, lasciando fuori dal mercato l’acqua.
Il risultato referendario, indica molto chiaramente quale sia lo spirito e l’intendimento del popolo italiano e la popolazione cesenate in particolare sulla in materia, un intendimento che va oltre la pura questione legislativa, affermando senza dubbio che è volontà generale che l’acqua torni inderogabilmente ad essere gestita da ente di diritto pubblico senza scopo di lucro.
L’idea del PD di Cesena è di trasformare Romagna Acque Spa a capitale pubblico, quindi azienda a scopo di lucro, in un’azienda con capitale anche privato. E’ quindi una privatizzazione, nè più nè meno di quanto obbligato dalla Legge Ronchi che gli italiani hanno abolito. Un ente di diritto pubblico è cosa ben diversa da un’spa sia pure a capitale pubblico, in quanto quest’ultima è un azienda e obbligatoriamente deve produrrre utili per i soci. Le cose peggiorano se anche il privato ne ha in capo una percentuale.

Le scelte del Sindaco e del Consiglio Comunale sono ora allo stretto vaglio della popolazione la quale si aspetta che l’acqua sia sottratta alle leggi di mercato e che sia gestita da ente di diritto pubblico. I cesenati hanno espresso la volontà che l’acqua torni ad essere un bene comune, primario, vitale e perciò un diritto, non una merce, così come espresso anche dall’ONU nell’estate del 2010. Sarebbe grave da parte di chi governa questa città non ottemperare alla volontà degli elettori.

Paola Ghini, membro dell’ Associazione “L’Altra Città”


Scritto da Paola Ghini in data 21 giugno 2011 alle 10:51



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