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ĞA Cesena si vive beneğ

8 luglio 2011

Pubblicato in: Comunicati

  A Cesena si vive bene e in sicurezza. Lo conferma il sondaggio realizzato dal Pd, commissionato all'agenzia Kronos nel mese di giugno. Giovedì sera, alla Festa Nazionale Democratica sull'immigrazione a Sant'Egidio, il sindaco e la giunta al completo hanno commentato i risultati delle interviste presentandoli alla cittadinanza, con nuovi dati rispetto a quelli già pubblicati. In particolare degni di nota quelli disaggregati per classi sociali e colore politico, che sanciscono come più critica la fascia 25-35 anni.
In apertura il segretario comunale del Pd Enzo Lattuca ha tenuto a precisare che il sondaggio non è stato organizzato «per avere una coccarda, bensì riteniamo che sia strumento utile per capire com'è fatta la nostra città, come si muove. Contiene una maggioranza di dati che sono prepolitici, ci permettono di avere il quadro della società. In linea generale sono dati ampiamente positivi, c'è un grande senso di identificazione e orgoglio nell'essere cesenati».
Poi il sindaco Paolo Lucchi: «il sondaggista ci ha fatto notare che il dato della modernizzazione è tra i più alti a livello regionale, ci pone ai vertici in Romagna. Quando abbiamo commissionato lo studio, credevamo che la percezione fosse cambiata, che fosse ben diversa. Così non è e credo che ciò confermi come il rapporto con i cittadini vada costruito giornalmente».
Il primo dato su cui si è mossa l'analisi è relativo al principale problema avvertito dai cesenati: il traffico. Per Maura Miserocchi è un problema che riguarda l'educazione delle persone, quindi il concetto culturale con cui ci si avvicina a questo tema. «Stiamo procedendo a passi spediti. Negli ultimi tempi l'amministrazione l'ha portato avanti con grande attenzione. E' comunque molto cresciuta la sensibilità della mobilità sostenibile, la preferenza per la bici o una passeggiata. Ma il percorso è ancora lungo e va accompagnato, sostenuto e promosso».
Poi Ivan Piraccini, a commento dell'esigua percentuale di cittadini che credono sia la sicurezza il primo problema, appena l'1%: «A Cesena abbiamo la fortuna di essere in un territorio ad alta coesione sociale. I dati statistici sono molto confortanti. Non mi aspettavo comunque questo dato così positivo, dato che i media giocano a potenziare l'insicurezza percepita».
Sono i giovani a segnalare le maggiori criticità sugli aspetti legati al lavoro. Risponde Matteo Marchi: «credo non ci sia da stupirsi di questo esito, la crisi è sotto gli occhi di tutti. Il compito che noi abbiamo è quello di provare ad inventare nuove opportunità. Migliorare meccanismi di incontro fra domanda e offerta, sfruttando il vivace tessuto imprenditoriale. E attraverso l'università mettere in contatto strutture d'impresa».
Sull'ambiente Lia Montalti: «Cesena non ha grandi emergenze. Dobbiamo però fare lo sforzo per un salto di qualità, passando al tema della sostenibilità. Se si convincono i cittadini alla sfida collettiva, si può ottenere. Vanno fatte scelte quotidiane diverse, differenziamoci nelle piccole cose ma con grandi politiche».

A seguire Simona Benedetti su sociale e immigrazione: «come per il fenomeno della sicurezza esistono un sentire percepito e un vissuto diverso. Le paure e le diffidenze si possono vincere solo attraverso una vera integrazione, effettiva. Dobbiamo assolutamente e sempre di più condannare i luoghi comuni».
Tema scottante, Hera, che, a differenza delle aspettative guadagna un voto sopra la sufficienza, ottenendo 6,2. A commento Carlo Battistini, che ha affermato come le società pubbliche debbano essere società di scopo, che sappiano fare il proprio mestiere, senza trasformarsi in holding.
Elena Baredi, a domanda di come poter mantenere un livello alto di servizi alla luce dei tagli ha risposto che l'amministrazione ha introdotto il Quoziente Cesena. «Ognuno in base alle proprie risorse corrisponde all'economia e al costo dei servizi. I cittadini devono partecipare in base alla dichiarazione Isee».
Infine Orazio Moretti, con un cenno allo sportello unico e allo snellimento della burocrazia e dei tempi tecnici, che sono diminuiti e che ora si attestano al di sotto della media regionale, già migliore rispetto al panorama nazionale. Al termine spazio per le domande del pubblico, preludio del bis di presentazione dei dati, che verrà replicato ad ottobre, a metà mandato, per una due giorni con tutti gli elettori delle primarie.


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