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Paghi chi non paga mai

16 agosto 2011

Pubblicato in: Comunicati

La manovra del governo PdL-Lega Nord è sbagliata, depressiva, poco credibile e ingiusta. Scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E' inoltre un intervento destinato a deprimere l'economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita.
Il Partito Democratico ha presentato, venerdì 13 agosto, una contromanovra in 7 punti per offrire al Paese un'alternativa credibile, più efficiente, più giusta - deve pagare chi non ha pagato mai! - in modo che l'Italia possa voltare pagina e riprendere il suo cammino di crescita.
Sulla base di questi primi ed altri elementi di proposta dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, il PD si rivolgerà alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli interventi del governo, a presentare gli emendamenti in Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell'opinione pubblica per il cambiamento della manovra.

Contro una manovra depressiva e ingiusta, le 7 proposte del PD

Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il Paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale. Gli esempi più eclatanti riguardano in particolare l'anticipo della delega sull'assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell'intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti. La mancata precisazione degli interventi dà inoltre all'anticipazione di questa delega un carattere generico e di incertezza che non corrisponde all'esigenza di credibilità della manovra. L'intervento sugli enti locali è ancora insufficiente sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito. Il contributo di solidarietà incide sui ceti popolari e sui ceti medi che pagano le tasse. In sostanza paga chi già paga. L'intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici non porta efficienza, ma rappresenta un peso sui ceti medi e bassi. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro rappresentano una notevole intromissione nei rapporti e nell'autonomia delle parti sociali. Molte di queste misure dovranno essere abolite o fortemente alleggerite.
In sostanza, la manovra del governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E' inoltre un intervento destinato a deprimere l'economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita.
Il Partito Democratico ritiene dunque che debbano essere adottare soluzioni più efficienti e più eque, che facciano pagare non chi paga già, ma chi non paga mai, che portino allo stesso risultato sul piano dei saldi di bilancio, ma che siano anche in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita.
Il PD non si sottrae dunque alla sfida che il paese ha di fronte e mette a disposizione il proprio contro piano, un progetto responsabile e alternativo per il bene del Paese. Per l'abolizione o il forte alleggerimento delle inique misure del governo noi dunque proponiamo:

1. Per affrontare l'emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l'intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali Paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni.

2. Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l'evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi:
a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l'obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi;
b) obbligo di tenere l'elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente;
c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento.

3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l'attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l'Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.

4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro).

5. Liberalizzazioni. Il PD propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il PD è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.

6. Politiche industriali per la crescita. Il PD propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l'efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l'occupazione. In questo contesto rientra anche l'implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.

7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto la spesa sociale, ma l'area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il PD ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del PD la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in Parlamento per settembre. Si agisca immediatamente. Da lì in giù, bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l'accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province secondo l'emendamento presentato dal PD e dall'UdC alla manovra di luglio o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l'acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. Il PD ha proposte specifiche su ciascuno di questi punti. In particolare sui costi della politica il riferimento è il programma contenuto nell'ordine del giorno presentato due settimane or sono in Parlamento.


Scarica i materiali dal sito regionale.


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Commenti: 1
sulla crisi...
caro segretario , ho letto con attenzione la proposta in 7 punti.Tutti ragionevoli ma se dovessimo chiedere ad un elettore del PD quale proposta il Pd propone contro la crisi credo che nessuno possa ricordarla.La dismissione,cioè la vendita della "casa pubblica" è nell'immaginario collettivo "ci siamo mangiati la casa !" e poi cosa ci vendiamo il prossimo giro?Perchè sappiamo bene che questa manovra non intacca il debito pubblico, ma solo il deficit.Che rimane spaventosamente alto e in continua crescita.Abbiamo grandi problemi di evasione, di corruzione e di criminalità organizzata che in molte regioni è Stato,possibile che non si possano fare norme chiare e semplici per contrastare tutto ciò?Siamo oramai al collasso e questo è talmente vero che quando i debiti di un'azienda superano di gran lunga il fatturato si portano i libri in tribunale....Anche la riduzione dei parlamentari poi...L'impressione che si ha di questa classe dirigente,ed il PD non ne è totalmente escluso, è quella di un'esercito di privilegiati che chiedono continui sacrifici al paese senza rinunciare ai propri.Ci sarebbero altre cose da dire ma mi vorrei soffermare sul ruolo del politico,competenza molto molto rara in questo paese.(forse la vera causa di tutti i nostri mali è l'assenza di politici di rango).Ma se è la politica a governare il mondo,qual'è il compito di un politico? Prevedere e preparare le generazioni al futuro.C'era una bella frase sui muri dell'università di Berkley scitta da un anonimo studente negli anni 60 "sono molto interessato al futuro perchè è lì che vorrò vivere"Tutta questa improvvisazione e l'uso smodato dei sondaggi fa perdere ciò che il politico dovrebbe avere maggiormente:una Visione.Questa Visione manca completamente nel centrodestra,ma la sinistra non può affermare con certezza che ne ha una.(e se ce l'ha non si vede....)L'affossamento dell'Europa come Visione (Stati uniti D'Europa) voluta dai governi di destra è poi l'ultima mazzata ai sogni della generazioni future.Con questi governi oggi non avremo avuto probabilmente nemmeno l'euro e gli Italiani avrebbero visto svanire quei pochi risparmi e capitali che in diverse vite di lavoro hanno più o meno faticosamente messo assieme.Mi auguro che il mio partito ',i suoi dirigenti e noi tutti possiamo fare di più e meglio.Ce lo meritiamo Gabrio Canali

Scritto da gabrio canali in data 17 agosto 2011 alle 14:01



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