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Aumento tariffe alle scuole d'infanzia, le proposte del Pd

25 agosto 2011

Pubblicato in: Comunicati

In questi giorni le scelte del Comune in materia di rette delle scuole dell'infanzia sono state oggetto di critiche da parte dei consiglieri del Pdl di Cesena, che denunciavano la "mazzata" per il ceto medio. Contemporaneamente l'Italia versa in un momento critico dovuto alla crisi di questi anni e il Governo Berlusconi si accinge ad affrontarlo con una manovra sbagliata, poco credibile, depressiva e soprattutto ingiusta. La manovra Pdl-Lega scarica infatti sui ceti popolari il costo del rientro dal deficit pubblico con ticket, tagli ai servizi, congelamento di aumenti per stipendi e pensioni e la minaccia di innalzare con un colpo di mano l'età pensionabile. Chi ha di più, chi non ha pagato mai o quasi le tasse, e chi gode di privilegi invece non viene disturbato.
Il Partito Democratico, per voce del segretario nazionale Pierluigi Bersani, martedì ha presentato una contro-proposta economica alternativa alla scellerata manovra di agosto. «Non chiediamo rinvii nelle procedure, siamo pronti a discuterne», questo per il senso di responsabilità del nostro partito, come lo stesso Bersani ha rimarcato richiamando le parole del presidente Napolitano a Rimini.
Queste sono perciò alcune delle proposte concrete del Pd, che vorrei segnalare.
Innanzitutto istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l'obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti, il dimezzamento delle Province, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni. Poi un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali.
E ancora, un pacchetto di misure efficaci contro l'evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari. La tracciabilità, a fini anti-riciclaggio, dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti- evasione, dei pagamenti superiori a 300 euro. Un'imposta patrimoniale una tantum del 15% sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui patrimoni "non scudati" detenuti nei paradisi fiscali.
Ora, rivolgendomi alle forze politiche che, come il Popolo delle Libertà, si dichiarano dalla parte delle famiglie domando: cosa vuole il ceto medio? I tagli agli enti locali, la riduzione delle pensioni e l'aumento dell'età pensionabile, l'azzeramento delle spese sociali e le accise più alte sui carburanti o le proposte del Pd tese a spostare il carico su chi evade le tasse o può permettersi di pagare di più in un momento così difficile?



Enzo Lattuca, segretario comunale PD Cesena


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