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Daniele Zoffoli sulla manovra Monti: provvedimenti per un'emergenza gravissima

16 dicembre 2011

Pubblicato in: Comunicati

Prima di entrare nel dettaglio della manovra del governo Monti è doveroso definire le responsabilità politiche di chi ha portato il paese sull'orlo del disastro, prima di tutto negando il rischio che la nazione avrebbe corso, perdendo così giorni e mesi preziosi, con un costo elevatissimo che oggi si riflette pesantemente nella manovra stessa.
Siamo arrivati a questa situazione per l'irresponsabilità della destra politica, Lega Nord compresa, che si è mossa in tutti questi anni fra la negazione della realtà e il populismo più bieco e per l'inconsistenza e la conflittualità della destra europea che - come dimostra anche l'ultima scelta del premier inglese Cameron - è più preoccupata del consenso interno che dell'equilibrio economico e sociale europeo.
Siamo arrivati a questa manovra lacrime e sangue anche per il ritardo con il quale si è intervenuti in un contesto di profonda crisi economica e finanziaria che noi come PD avevamo per anni, invano, denunciato

In una situazione così drammatica il Partito Democratico ha scelto di salvare l'Italia e non di puntare le proprie fiches su una campagna elettorale - sicuramente vittoriosa - ma con un costo insopportabile per il paese.
Il Partito Democratico ha deciso di anteporre l'Italia a qualsiasi convenienza di parte, scelta questa che ha compattato il gruppo dirigente e i militanti.

In questo scenario la manovra varata dal governo Monti ha dunque l'obiettivo di salvare il paese dal rischio del default finanziario. E' una situazione di emergenza che impone misure pesantissime: 30 miliardi di euro per fronteggiare la minore crescita del 2012 e rendere concreti gli impegni finanziari assunti dal precedente governo senza però che questi avessero una copertura di spesa reale.
Abbiamo chiesto al presidente Monti di tradurre con coerenza gli obiettivi indicati nel suo discorso di insediamento in parlamento: equità nel rigore affinché paghi di più chi finora ha pagato meno, ossia quella fascia sempre più ristretta che proprio negli ultimi anni ha incrementato la propria ricchezza a scapito del paese e del suo equilibrio sociale. Soprattutto che comincino a pagare coloro che non l'hanno mai fatto: gli evasori totali che sottraggono 275 miliardi di euro ogni anno al fisco (fonte Corriere della Sera).
Abbiamo anche chiesto misure di sostegno alla crescita e all'occupazione perché non può esserci risanamento in un paese che non torna a crescere.

Siamo consapevoli che la manovra presentata tiene conto solo parzialmente di queste indicazioni, ma per la prima volta dall'inizio della crisi compaiono provvedimenti reali tesi a sostenere la crescita, il lavoro e l'impresa (come la parte sulle infrastrutture, la deducibilità dell'Irap per le assunzioni di giovani e donne e le agevolazioni fiscali sui capitali reinvestiti nelle imprese).


La parte più delicata della manovra è quella relativa all' equità dei sacrifici, soprattutto rispetto alle nostre aspettative e sollecitazioni. Non è stata varata una patrimoniale come chiedevamo - Monti si
è giustificato dicendo che oggi è una misura impossibile da varare - ma sono stati presi provvedimenti, anche se in misura ancora limitata, a carico dei grandi patrimoni e per avviare una concreta lotta all'evasione. Parliamo della tassazione aggiuntiva sui capitali scudati (1,5% troppo modesto ma che potrebbe portare già ad un introito di 2/3 miliardi di euro) dell'imposta progressiva sui depositi e le rendite finanziarie e la tassazione diretta sui beni di lusso registrati (auto fuoriserie, barche, elicotteri ed aerei). Certo solleva dubbi che non vi sia alcun accenno nella manovra Monti a possibili accordi con il governo svizzero (analogamente a Francia e Germania) per la tassazione dei capitali là esportati dall'Italia e non è un caso che negli ultimi giorni i flussi finanziari dall'Italia alla Svizzera siano ripresi in modo consistente

Viene reintrodotta l'imposta sugli immobili, ma a fronte di un sacrificio generalizzato sulla prima casa, non appare sufficiente il contributo a carico dei grandi patrimoni immobiliari.
Infine, ma non da ultimo, la riforma della previdenza contiene elementi di scarsa gradualità, senza distinzione per le tipologie di lavoro (usuranti o meno) e senza un'attenzione particolare a quelle situazioni di difficoltà che nella crisi si sono via via moltiplicate. Certo che il tema delle pensioni - nella sua drammaticità attuale - richiama  anche responsabilità passate anche di governi di centro sinistra che hanno in qualche modo rallentato un processo di riforma ineluttabile.

In sintesi misure di contrasto all'evasione e misure di equità sociale sono presenti, ma in misura per noi insufficiente. Secondo uno studio del Sole 24 ore il totale prelievo della manovrà peserà per l'1,5% sui redditi più bassi e solo l'1% sui grandi patrimoni e i redditi più alti.

Altro capitolo fondamentale i costi della politica o meglio delle istituzioni politiche. Viste anche le reazioni suscitate su questo il governo Monti sembra deciso ad intervenire ed in tempi molto stretti. È questa un'operazione indispensabile per restituire, in questo momento di grande difficoltà, credibilità e autorevolezza all'intera classe politica.

Noi riteniamo - pur con le perplessità ovvie - che sia indispensabile approvare la manovra per salvare il paese e toglierlo dal baratro su cui la destra lo ha portato, anche se sappiamo che questa non è la nostra manovra - non solo per il quadro di emergenza dentro cui viene concepita - ma soprattutto perché ad approvarla dovrà essere chi come il PDL ha obiettivi e interessi diametralmente opposti ai nostri su aspetti vitali come la lotta all'evasione, i capitali scudati, le pensioni. La nostra approvazione è il frutto del nostro sostegno ad un governo tecnico, che in quanto tale ha un'autonomia - dettata dall'emergenza - di gestire la crisi senza che i partiti creino ostacoli o ritardi.

Quindi una fase politica del tutto nuova e piena anche di incognite proprio sul ruolo che il nostro partito deve svolgere. Su tre fronti dovremo lavorare intensamente: quello parlamentare nel confronto con il governo e le altre forze politiche per assicurare insieme al buon esisto del provvedimento una più marcata equità dello stesso. Sul fronte sociale, aprendo un dialogo con le parti per dare forza a questo lavoro di correzione ma chiamando al contempo tutti ad un'assunzione di responsabilità. Infine con tutti i cittadini per spiegare: perché e per colpa di chi si rende oggi necessario un provvedimento tanto pesante; qual è lo stato reale di necessità in cui versa il paese e quale assunzione di responsabilità nazionale siamo chiamati ad assumerci come forza politica che si candida alla ricostruzione del paese; quali sono le nostre proposte e quali invece i limiti imposti dalle condizioni politiche eccezionali in cui ci troviamo ad operare.

Dobbiamo poi essere consapevoli che si aprirà un fronte nuovo: archiviata la seconda Repubblica e con una ristrutturazione totale del ruolo di tutti i partiti. Il tema quindi non è la foto di Vasto o scattare una nuova foto con soggetti diversi, ma il vero tema è capire in anticipo quale sarà il nostro ruolo politico una volta esaurita l'esperienza del governo tecnico. E' un tema molto difficile pensando che addirittura questo governo Monti potrebbe portare a cambiamenti anche istituzionali importanti..

Quindi se la politica non sarà capace di assumere decisioni per dare risposte alle nuove esigenze, sarà chiamata  non a fare un passo indietro per una situazione di emergenza, ma farlo per sempre. E' quello che ha scritto Zagrebelsky: il rischio è che quando tutto questo sarà finito ci si ritrovi nel vuoto di rappresentanza...

E' questo il nodo drammatico che dobbiamo risolvere: più difficile per noi che per la destra che potrebbe trovare in un vuoto politico terreno fertile per le sue tendenze populiste. Abbiamo quindi poco più di un anno per mettere a punto il nostro programma e la nostra organizzazione con obiettivi elevati per il paese: nuovo patto sociale per lo sviluppo, rilancio del governo europeo dell'economia e finanza, nuovo mercato del lavoro, patto generazionale e nuovo welfare...
In una parola l'Italia che vogliamo per il futuro dei nostri giovani.


Daniele Zoffoli

Segretario Territoriale PD Cesena


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dichiarazioni | 

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Commenti: 1
Manovra Monti
Daniele il tuo articolo è condivisibile ma generico, non si sbilancia su quali costi la politica deve fare a meno come ad esempio: il finanziamento pubblico per tutti i 5 anni successivi alle elezioni, (anche se si dovesse interrompere la legislatura).
Ancora, sulle future coalizioni che il PD se vorrà governare dovrà ricercare cosa proponiamo in alternativa alla foto di Vasto visto che quei personaggi sembra non diano garanzie?
ciao, mauro

Scritto da Mauro in data 20 dicembre 2011 alle 22:45



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