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Proposte di legge PD sull'Agricoltura: tutelare i produttori nei confronti della distribuzione

19 dicembre 2011

Pubblicato in: Comunicati

  Sono state illustrate oggi le due proposte di legge presentate dal Gruppo PD della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati: n. 4813 "Disciplina della commercializzazione della frutta e della verdura fresca" e n. 4812 "Nuova disciplina dei mercati agroalimentari".
Volute perché, come ha spiegato Tiziano Alessandrini, consigliere regionale PD, «non è pensabile che i produttori agricoli vendendo i loro prodotti non riescano nemmeno a coprire le spese».
Tiberio Rabboni, assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna, ha ribadito come sia  necessario replicare in Italia ciò che è già stato fatto in Francia: rendere obbligatori contratti scritti almeno triennali per ciò che riguarda la fornitura dei prodotti ortofrutticoli. «Contratti che disciplinino quantità dei prodotti, le loro caratteristiche qualitative, tempi, prezzi. E divieto, una volta definito il contratto, di chiedere sconti, riduzioni, ristorni dalla grande distribuzione, prassi oggi all'ordine del giorno nel Paese. In questo modo si tutela la parte debole nei confronti dei colossi della grande distribuzione. Se dovessimo tuttavia restare ad una proposta di legge sarebbe ben magra soddisfazione, dobbiamo scommettere sul fatto che tale proposta si trasformi in legge nell'ambito di questa legislatura, sarebbe auspicabile nel prossimo anno. Questa non è la medicina per tutti i mali del comparto ortofrutticolo, è un passo da fare, ma ce ne sono almeno altri tre: vera capacità di autoregolamentazione da parte del mondo produttivo, organizzato e non, dell'offerta del prodotto che si immette sul mercato, regolando volumi produttivi e caratteristiche qualitative; poi revisione della qualità del prodotto che viene commercializzato; infine rendere più efficace il sistema dei ritiri in caso di crisi di mercato e dare vita agli strumenti nuovi per assicurare tenuta del sistema delle imprese».
Poi Sandro Brandolini, deputato PD e componente Commissione Agricoltura, primo firmatario delle proposte: «da tempo lavoriamo in squadra, insieme cerchiamo di portare avanti quella che riteniamo sia l'esigenza del mondo produttivo, interpretata secondo il nostro pensiero politico. Oltre al lavoro che facciamo a livello istituzionale, vogliamo articolare nei territori una presenza chiara, sapendo che questo settore ha bisogno di profonde trasformazioni. E' chiaro che la crisi dell'ortofrutta è strutturale e non congiunturale, e come tale va affrontata. E' necessario attribuire più potere ai produttori. Perché normalmente la materia prima ha un costo che viene determinato dai produttori e così non è in agricoltura, c'è uno strapotere della parte finale, di chi acquista il prodotto per venderlo ai consumatori, ovvero il mondo della distribuzione. E' necessario che i produttori si organizzino, perché la frammentazione troppo ampia nel loro mondo favorisce la grande distribuzione. Non c'è un'organizzazione che dia la possibilità ai produttori di dire la loro sul mercato.
Aggregarsi non vuol dire solo avere un contratto, ma anche ridurre i costi. Le organizzazioni dei produttori, oltre ad occuparsi di commercializzazione, devono mettere a sistema la logistica. A Cesena, in Romagna, ci sarà una piattaforma per il fresco, politiche di area vasta che da tempo promuoviamo. Per ciò che riguarda la legge sulla disciplina dei contratti di compravendita, inizialmente avevamo previsto un unico disegno di legge, poi l'abbiamo separato per non limitarlo alla sola ortofrutta, se il modello funziona lo si può estendere a tutto il mercato.
In gennaio inizieremo a fare iniziative in tutta la Romagna, partendo da Cesena, per illustrare questo e le altre nostre proposte, perché riteniamo l'agricoltura centrale nel piano di ricrescita del nostro territorio».
Infine Gian Luca Bagnara, assessore Agricoltura provincia Forlì-Cesena, ha elogiato il rapporto territorio-Regione-Governo. «E' un rapporto che non capita sempre. Che cosa serve all'impresa agricola? Cosa va semplificato, cosa migliorato? Il documento che abbiamo costruito è identificazione di azioni, articolate con gli strumenti operativi che riguardano le varie istituzioni. Specializzazione dei canali commerciali dei produttori e integrazione verticale, perché non si possono delegare gli aspetti organizzativi a ulteriori segmenti della filiera. Questo documento ci serve come base, condivisa fa tutte le organizzazioni agricole del nostro territorio».


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