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Il nostro Primo Maggio

26 aprile 2015


Questo non è un Primo Maggio come tanti, ha perlomeno due particolarità.
La prima è la ricorrenza storica: 70 anni fa, infatti, il Primo Maggio tornava ad essere festeggiato in un Paese finalmente liberato dal nazifascismo, grazie alla strenua, appassionata e decisa Resistenza che i partigiani, superando ogni divisione politica ed ideologica, hanno messo in campo contro gli invasori nazisti e i loro accoliti fascisti.
Ma, allo stesso tempo, è la prima volta che festeggiamo un Primo Maggio senza l’Unità in edicola.
Non possiamo negare infatti che quest’anno i garofani che porteremo nelle case, nei circoli e nelle nostre piazze avranno un’ombra di tristezza, rammaricati dall’assenza di quel giornale che sempre, nella storia della nostra Repubblica, li accompagnava.
E pure ognuno di noi sentiranno questa mancanza, abituati come eravamo a leggere sull’edizione del Primo Maggio approfondimenti, riflessioni, idee sul tema del lavoro.
Già, il lavoro. Sembrano passati secoli da quel Primo Maggio del 1945, quando il nostro Paese si trovava davanti un futuro su cui certo si poteva finalmente sperare, ma che era anche carico di pesanti incognite. 
L’Italia era stremata dai 5 anni di guerra, e il suo tessuto sociale era estenuato dai 20 anni di fascismo che lo avevano logorato, sfilacciato, disperso.
Ma la Resistenza è stato anche questo: fu infatti l’occasione per tornare ad annodare i fili dei nostri valori, dei valori intorno ai quali il nostro Paese avrebbe ricostruito sé stesso e la sua unità. 
Ma fu anche la fase in cui la sinistra tornò protagonista assoluta nel panorama politico. Certo lottando giorno per giorno, casa per casa per liberarci dal nazifascismo. Ma anche gettando le basi per tornare a diffondere una certa cultura politica, la nostra cultura politica. Fatta di valori inalienabili, e che sono ancora oggi inalienabili, al punto che la stesse Resistenza è entrata a farne parte, non più solo come fatto storico, ma proprio come valore di riferimento. E la Resistenza andò ad affiancarsi all’uguaglianza, alla libertà e, appunto al lavoro.
Fu sulla base di queste parole – bellissime, profondissime, e soprattutto ancora oggi attualissime – che negli anni successivi furono condotte battaglie politiche straordinarie, coinvolgenti, capaci di risvegliare tante coscienze e di far crescere la forza della sinistra nel nostro Paese. Ma, si badi bene, questa forza era il frutto più sano delle nostre battaglie politiche, delle nostre conquiste, delle nostre idee. Ecco, grazie ai nostri valori è sempre cresciuta la forza delle nostre idee.
Per la gran parte di noi il Primo Maggio ha rappresentato proprio questo: andare casa per casa per raccontar e spiegare queste idee, per raccontare ad ognuno com’era bello e coinvolgente far nascere e crescere queste idee insieme, con uno sforzo collettivo che ci ha sempre fatto sentire una comunità. E, non dimentichiamolo, ha sempre rappresentato anche la giornata dell’orgoglio, il nostro orgoglio: per quel che eravamo, per quel che facevamo, per i valori che ci ispiravano.
Oggi, 70 anni dopo la riconquista della libertà, i valori che ci ispirano non sono mutati. Per noi il lavoro è e sempre sarà un elemento fondamentale della vita delle persone, e per questo dobbiamo lavorare e lottare giorno per giorno affinché esso sia riconosciuto a tutti i cittadini e reso dignitoso nelle sue condizioni. 
Affinché ognuno possa, attraverso il lavoro, vedere riconosciuta la propria dignità di cittadino e quindi sviluppare il proprio progetto di vita. Affinché il lavoro (insieme all’istruzione) rappresenti la leva per dare ad ognuno le stesse opportunità, in base al principio di uguaglianza di diritti che è un altro caposaldo della 
nostra cultura.
Sono cose che riguardano il passato? Assolutamente no. Sono il nostro impegno quotidiano, sono il filo conduttore della nostra attività politica. Sono la parte più profonda delle nostre radici.
Recuperiamo allora anche l’orgoglio che ci ha sempre caratterizzato, la passione che ci ha sempre spinto nell’impegno e nella politica.
Forse qualcuno può pensare che, per noi, i tempi del Primo Maggio siano ormai passati. Ricordiamo loro che, per noi, continua ad essere il Primo Maggio tutti i giorni."

Fabrizio Landi
Segretario territoriale PD cesenate


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