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Sciopero Amazon. La mobilitazione segna un punto di svolta significativo per rivendicare diritti imprescindibili

12 aprile 2021


Il Segretario comunale PD Cesena Lorenzo Plumari, insieme alla segreteria del partito, ha incontrato nei giorni scorsi le rappresentanze sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil e le relative Rsa degli stabilimenti Amazon di Piacenza e Santarcangelo per un confronto sulle problematiche connesse al lavoro nel settore dell’e-commerce, a pochi giorni dallo storico sciopero dei dipendenti di Amazon, che ha rappresentato il primo caso al mondo in cui l’intera filiera, dai magazzinieri ai corrieri, ha aderito alla mobilitazione con numeri positivi, pari a circa il 70-75%. 
 
“Si tratta di un settore cruciale, lo stiamo vedendo in particolar modo durante questa pandemia. Sappiamo come Amazon e altre piattaforme di e-commerce abbiano vissuto una grande crescita in questo anno (nel quarto trimestre del 2020 Amazon ha registrato ricavi dalle vendite per 125 miliardi di dollari, il fatturato più alto di sempre, con un fatturato che nel 2020 si attesta a circa 400 miliardi di dollari). Non possiamo però accettare che a questo si accompagni una mancata tutela degli occupati, impegnati in turni di lavoro lunghi ed estenuanti, con forme contrattuali da rivedere e rischi connessi anche alla loro sicurezza. Le rivendicazioni dei lavoratori della filiera - in Italia parliamo di circa 40 mila donne e uomini - vanno nella direzione di maggiore tutela della salute, maggiore sicurezza e stabilità occupazionale. I sindacati ci hanno evidenziato, ad esempio, come nel marzo del 2020 nello stabilimento di Piacenza siano stati necessari ben undici giorni di sciopero dei lavoratori per vedere applicato il primo protocollo sulla sicurezza sul luogo di lavoro siglato durante l’inizio della pandemia e il primo lockdown. Tuttavia, sempre in questo stabilimento, grazie al sindacato e ai lavoratori, è stato anche siglato il primo storico accordo in Italia per redistribuire in modo equo la turnazione, i carichi di lavoro e il lavoro nel weekend e la volontarietà del lavoro notturno con maggiorazione. Dunque, diverse battaglie sono state vinte. Ma tante problematiche rimangono sul tavolo e l’unione tra tutti i lavoratori di Amazon Italia è l’unica via per giungere a nuove conquiste. I sindacati chiedono di discutere l’introduzione del premio di risultato per i lavoratori, visti i record di utili che l’azienda sta registrando ininterrottamente da anni. Oltre alla redistribuzione della ricchezza prodotta ai lavoratori, chiedono all’azienda di ridistribuirne una parte anche sul territorio d’insediamento degli stabilimenti, intervenendo, ad esempio, sull’assetto viario e urbanistico circostante, e una sempre maggiore attenzione alla dignità della persona umana e una maggiore continuità nei rapporti di lavoro. Peraltro, la brevissima durata dei contratti e le necessità di rinnovarli talora decine di volte mette il lavoratore in una difficile condizione di soggezione rispetto all’azienda, alimentata dalla paura che il contratto non venga rinnovato anche solo per una semplice richiesta di permesso o malattia da parte del lavoratore”.
 
“Abbiamo raccolto tutte le loro preoccupazioni e le problematiche connesse al lavoro nel settore dell’e-commerce. Come PD Cesena siamo al loro fianco e faremo la nostra parte appellandoci anche al nuovo Ministro per il Lavoro, Andrea Orlando. Siamo convinti che serva uno sforzo corale, tra governo, enti locali, sindacati e imprese del settore, all’insegna di una vera tutela del lavoratore. Tutti questi temi devono essere governati per non subirne solo gli effetti negativi e su questo vogliamo proseguire il ragionamento avviato insieme ai sindacati. In Emilia-Romagna la forza dei sindacati e delle istituzioni ha costituito una controparte forte all’azienda e i risultati sono state le tante conquiste dei lavoratori negli ultimi cinque anni. Allo stesso tempo, a livello nazionale ed europeo, le istituzioni dovrebbero invece propugnare norme per un’equa e corretta tassazione degli utili di Amazon, ponendo fine alla pratica dell’elusione fiscale che depriva di ingenti entrate fiscali gran parte degli stati europei nonostante in essi si produca gran parte della ricchezza che rende Amazon una delle maggiori aziende al mondo per fatturato e la maggiore per capitalizzazione”.


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